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LE TV STRANIERE IN ITALIA |
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La storia della televisione
del Principato di Monaco:
TMC Italiana: Poiché all'epoca TMC trasmetteva in SECAM, autarchico sistema francese di trasmissione a colori opposto al tedesco PAL, chi comperava il televisore a colori aveva la sgradita sorpresa di continuare a vedere la televisione monegasca in un deprimente bianco e nero. Qualcuno aveva un amico 'danaroso' che aveva una tv Grundig con il doppio decoder PAL e SECAM, e poteva vedere a colori TMC (prodotto probabilmente per utenti del confine Germania/Francia).
La sigla di inizio programmi di Tele Montecarlo, "psichedelica", aveva la scritta TMC che si componeva ed aveva
molte di sfumature (di grigio per noi ...) Nel primo periodo di trasmissioni alle 19 davano un incontro di catch, commentato in francese, poi un film in italiano. 1982 con un accordo con la RAI
dopo una prima stagione di scambi (ricordiamo il felice esperimento
condotto da Simona Izzo di Feeling) il palinsesto si impoverisce con
le repliche di prodotti del magazzino RAI (Telemontecarlo
viene acquistata dalla RAI per 6 anni), i network di
1996 TeleMonteCarlo "soffia" i diritti del campionato di calcio alla RAI aggiudicandosi l'asta della Lega Calcio. Un vero colpo, per la prima volta dalla storia della TV trasmissioni come 90° Minuto o Tutto il calcio minuto per minuto rischiarono di non poter andare piu' in onda, ma "il colpaccio" di TeleMonteCarlo non riuscì in quanto non potè fornire in tempo utile alla Lega Nazionale Professionisti tutte le garanzie richieste (per la non completa copertura televisiva del territorio italiano): i diritti tornarono alla RAI. In seguito ad una successiva sentenza del tribunale è stata ristabilita la piena titolarità di Telemontecarlo che ha stipulato un accordo che assicurò quella stagione alla RAI i diritti radiofonici e tv (“Tutto il calcio minuto per minuto” e “Quelli che il calcio”) e quelli relativi alle sintesi filmate della Domenica pomeriggio (“90° minuto”) e a TMC i diritti per i mercati esteri, un numero significativo di incontri di Coppa Italia e l’esclusiva delle trasmissioni di approfondimento in prima serata. Lo stesso anno il gruppo Cecchi Gori arriva ad acquisire i diritti per i mondiali e gli europei di calcio insieme alla RAI che gli consentiranno di trasmettere le partite di questi eventi in contemporanea con la RAI fino agli europei del 2000. Fino al '96 TeleMonteCarlo trasmetteva insieme alla RAI le gare dei GP di Formula1. 1997 Il 12 febbraio di quell'anno, fu una serata molto particolare. Per la prima volta una partita della nazionale italiana valida per le qualificazioni ai mondiali di calcio venne trasmessa non dal servizio pubblico ma da un canale privato, Telemontecarlo. La diretta da Wembley di Inghilterra-Italia fu, per Vittorio Cecchi Gori, un vero colpaccio. Nessuno avrebbe scommesso una lira sul fatto che la partita potesse davvero essere trasmessa in esclusiva da TMC. Anche ai vertici della RAI c'era chi pensava che, alla fine, Cecchi Gori avrebbe fatto un mezzo passo indietro, e che il servizio pubblico avrebbe almeno potuto trasmettere la diretta della partita in contemporanea con TMC (come continuò ad avvenire in seguito). Le cose invece andarono in un altro modo: Cecchi Gori tenne duro e la RAI si dovette accontentare di mandare in onda in seconda serata, la differita del match. Per viale Mazzini fu una vera umiliazione, accompagnata da un codazzo di polemiche, interrogazioni, richieste di spiegazioni. Anche perché soltanto il 70 per cento degli italiani è raggiunto dal segnale delle due TMC. Eppure ben 11 milioni di italiani videro il match su Telemontecarlo. 1999 TMC viene "snaturata", in quanto da questa data viene smantellata la sede di trasmissione da Monte Carlo, i programmi vanno in onda dalla sede di Roma.
E' uno gnomo, anche un po' incavolato a fare da testimonial alla nascita di questa nuova televisione, che si crea dalle ceneri di Telemontecarlo, logo storico dell'etere italiano, che ha fatto la storia della tv nel nostro paese ma che dopo le avventure disastrose dei suoi ultimi proprietari : i brasiliani di ReteGlobo, i Ferruzzi, poi Cecchi Gori si é deciso di cambiare completamente l'immagine partendo dal nome con l'intento di iniziare piano piano a rosicchiare pubblico ai due colossi: Rai e Mediaset, e proprio quest'ultima si sente più minacciata: il target di riferimento e quello dai 15 ai 45 anni e molte delle teste del biscione (a partire da Giovalli) sono passate a La 7. Alle 20,30 dalla discoteca Milanese "Alcatraz" Fabio Fazio (stella di punta della rete) ha inaugurato "Prima serata" il gala d'apertura de "La 7" sostenuto dalla fida Luciana Litizzeto (in splendida forma) Nina Moric e dal direttore delle news Gad Lerner. Durante la serata alla quale erano presenti in platea: Giovalli (direttore de La 7), Pelliccioli (amministratore delegato di Seat Pagine Gialle nuovo azionista di maggioranza della rete) Gori (producer esterno con la sua società Magnolia), Biscardi (che resta al Processo), Andrea Monti (ex direttore di Panorma e ora conduttore di tv di Sfera). A fare gli auguri alla 7 ci hanno pensato:
De Gregori, Ramazzotti, Pino Daniele. Meravigliosi gli interventi di
Sabina Guzzanti nei panni del neopresidente del Consiglio Berlusconi. Ma nonostante i fuochi d'artificio iniziali La 7 ha avuto un brusco cambiamento di rotta a soli sei mesi dalla sua creazione dovuto anche al cambiamento delle quote azionarie dei proprietari. La maggior parte dei personaggi assunti vengono lincenziati ancor prima di iniziare i loro show, emblematico il caso di Fazio che abbandonata la RAI per la neonata emittente si è ritrovato presto "senza lavoro".
Con il passare del tempo si accumolano i
debiti. La programmazione della rete è
essenzialmente per la famiglia con magazines, serial, programmi per
bambini (Recré Kids alle 12,30). |
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Sul perchè la Televisione Svizzera Italiana non è piu' ricevibile in Italia se non in alcune zone del nord ecco un articolo di Enrico Genna: Lugano, Italia Per ragioni geografiche
l'italiano e la sua cultura appartengono non solo all'Italia ma anche alle
confinanti Croazia e Slovenia (ad est) e Canton Ticino (a nord). La Tv Svizzera si era fatta conoscere e
apprezzare in Italia, per la sua capacità di raccontare con un'ottica
diversa i fatti del giorno nel Telegiornale confezionato non con la visione
troppo "italia centrica" dei tg nostrani. Dopo un periodo di grande successo anche
fuori dai confini elvetici TSI ora é visibile solo Aldilà dei pasticci burocratici con i
ministeri delle Poste, che hanno messo difficoltà al rientro per via
hertziana della tv di Lugano, nell'affollato etere italiano, TSI, in verità,
non gioca il suo "potenziale di fuoco" né in Italia né in
Svizzera. Già presente via satellite su Hot bird (lo
stesso di tutti i bouquet italiani) trasmette i programmi in maniera
criptata, senza alcuna finestra "free". |
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1950 Gennaio, la televisione entra definitivamente nelle case dei francesi a seguito della trasformazione nel 1949 dell'Ente per le trasmissioni da RDF (Radio de France) a RTF (Radio Télévision Françoise) 1963 Una ad una, nascono i primi telegiornali regionali. Vengono create le sedi regionali in Lorena, Champagne, e Renania. A Parigi viene inaugurata la "Maison ronde" dal Generale de Gaulle. Diventerà il nodo centrale delle trasmissioni di RTF (In particolare il famoso studio 102). 1964 18 Aprile: Nasce il secondo canale francese che inizialmente trasmetteva per 23 ore a settimana e in bianco e nero. Ma solo il 20% dei francesi lo poteva ricevere. 1967 1 Ottobre ore 14.15 la TV francese diventa ufficialmente a colori e adotta il sistema SECAM (brevettato nel '56). Inizialmente ORTF offre 12 ore a settimana di programmazione a colori. Il 97% dei Francesi può ricevere il primo canale e il 70% il secondo. L'ente televisivo francese (che cambia nome in ORTF) è soddisfato del successo Contemporaneamente nasce il primo progetto di TV privata, difeso dal deputato Vivien 1968 La pubblicità fa ingresso nella televisione francese. Delle regole la disciplinavano e prevedevano che essa non doveva superare i 90 secondi e doveva essere trasmesse prima delle 3 edizioni del telegiornale ad esclusione della domenica e delle festività pubbliche. 1972 31 Dicembre: partono le trasmissioni del terzo canale televisivo, che secondo quanto annuciato gia nel 1969 dal primo ministro Chaban-Delmas doveva trasmettere a colori programmi di cui il contenuto è ancora oggi oggetto di riflessione. Da canale culturale quale doveva essere diventerà ben presto ufficialmente il canale regionale (Strutturato esattamente come l'italiana RAITRE). Agli inizi trasmette solo 3 ore di programmi al giorno e può essere visto solo dal 25% della popolazione (la sua copertura raggiungerà però il 90% nel '75). E' dello stesso periodo un progetto di modifica di statuto dell'ente ORTF che manterrà comunque il monopolio sulle trasmissioni. L'ente rimane un'azienda commerciale di proprietà dello stato, il direttore viene nominato ogni 3 anni dal consiglio dei Ministri e la pubblicità trasmessa non deve superare il 25% 1974 Nell'Agosto di questo anno avvengono profondi mutamenti: l'ORTF viene infatti diviso in sei enti autonomi: TF1, Antenne 2, FR 3, Radio France, Società Francese di produzione radiotelevisiva, Ente per le tele trasmissioni di Francia, e nell'istituto Nazionale dell'audiovisivo (INA). A ogni ente viene assegnato un ruolo ben definito.
1975 Ognuno dei tre canali assume quindi una propria identità, cambiano logo e nomi, secondo quanto deciso l'anno precedente. Il primo canale diventa TF1, il secondo Antenne 2, il terzo FR3 (Francia Regioni 3). Quest'ultimo avrà il cimpito di gestire le 21 sedi regionali. Per i telegiornali del terzo canale la formula ricorda molto quella di RAI 3, con venti minuti di informazione locale ai quali seguono quindici minuti di programmi regionali. 1977 Dopo 5 anni dalla nascita il terzo canale FR3 è ora ricevibile dal 98% della popolazione grazie a 108 trasmettitori e 526 ripetitori. TDF (è questo il nuovo nome dell'ente televisivo pubblico francese) si trasferisce in una nuovo edificio. Nello stesso anno prendono il via le regolari trasmissioni a colori sul primo canale TF1. 1981 l'ente pubblico per la radiotelevisione propone la creazione di una vasta compagnia nazionale di televisione comprendente TF1, Antenne 2 e S.F.P. La proposta non viene accolta. 1982 Viene decretata anche in Francia quattro anni circa più tardi che in Italia la fine del monopolio sulle trasmissioni radiotelevisive secondo il principio della libertà di comunicazione. Per l'occasione viene creato un Ente garante per le comunicazioni (HACA). Nello stesso anno prende il via il progetto per la creazione di un ente televisivo per la Francia oltremare (diventato RFO nel 1998), progetto ambizioso che incontrò non poche difficoltà. 1983 Anche su FR 3 fa ingresso la pubblicità; Le ore di trasmissioni quotidiane aumentano. 5 Canali televisivi di stati francofoni, della Francia (TF1, A2, FR3), Belgi (RTBF), e Svizzeri si accordano per creare TV5, il canale che riunisce il meglio della TV francofona via satellite.
1986 Gia dal un paio d'anni Desgraupes progettava la creazione di un canale culturale eurropeo. Il 27 febbraio viene creata La Sept. Il canale viene trasmesso via sarellite e dal '90 avrà anche una finestra domenicale su FR 3. In Maggio il nuovo governo di destra vuole privatizzare TF1: con il 40% del capitale pubblico, il 10% derivante dal canone e il 50% dal gruppo di acquirenti privati. 1989 Viene nominato un presidente comune sia per Antenne 2 che per FR3, anche se i due canali continuano dal punto di vista legale a essere autonomi.
1992 Il 7 Settembre il secondo e il terzo canale francese vengono raggruppati in un polo pubblico: "France Television" e camabiano il loro nome rispettivamente da Antenne 2 in France 2 e da FR 3 in France 3. I due canali verranno uniti insieme sotto lo stesso direttore. France 3 rimane sempre il canale del cinema e il canale regionale, mentre France 2 diventa il "canale popolare di qualità". Il 30 Maggio dello stesso anno iniziano le prime trasmissioni di ARTE diffuse simultaneamente in Francia e in Germania solo via sattellite. Ma in Francia ARTE acquisisce le frequenze liberate dalla televisione La Cinq nel frattempo fallita.
1996 Il Gruppo France Télévision inizia le sue trasmissioni in digitale sul satellite Eutelsat a 13° Est.
2000 22 Agosto, La Cinquième entra nel gruppo della compagnia televisiva France Télévision che ragruppa ora France 2, France 3 e La Cinquième. La Sept-ARTE, ribattezzata ARTE-France non sarà giuridicamente integrata in questa società. 2002 Il 1 Gennaio La Cinquième cambia nome e diventa France 5 integrandosi maggiormente nell'identità del gruppo di France Télévision. Il marchio "France télévision" abbandona le maiuscole mentre la scritta "télévisions" diventa plurale a sottolineare la missione allargata del servizio pubblico e la varietà d'offerta.
La seconda TV francese è sempre stata presente nell'etere italiano. Anche se France 2 non è mai stata direttamente ripetuta dai francesi, bensì da un gruppo di appassionati toscani di francese e culturad'oltralpe (ente "Aifratef") che nella seconda metà degli anni settanta decisero di creare una rete di ripetitori che potessero diffondere il segnale della tv francese in Italia. Va detto che, al contrario delle altre emittenti straniere ricevibili in Italia, quella francese è l'unica a non parlare in lingua italiana. Ci si può chiedere come mai allora ne venne organizzata la diffusione nel nostro paese. La motivazione, oltre all'idea del già citato "Aifratef" per la diffusione della cultura francese, è presto detta; Siamo nella metà degli anni '70 e la RAI ancora deve decidere che sistema TV utilizzare per le trasmissioni a colori: in lizza ci sono il PAL (adottato in Inghilterra e Germania) e il SECAM (francese). La scelta del nostro paese, (che alla fine cadrà sul sistema PAL) era importante anche perché avrebbe condizionato anche altri paesi. E' per questo che (come si può leggere dal libro "Il cavallo morente - storia della RAI") "La Francia esercitò vivaci pressioni sul governo italiano perché venisse scelto il sistema SECAM [...] si accennò allora a possibili contropartite in altri campi e, di fatto, si estesero i collegamenti del secondo programma TV francese fino a Roma (dove tuttora l'emittente è ricevibile), evidentemente anche a scopo dimostrativo". Per quanto riguarda il problemi di
ritrasmissioni derivati dai diritti su eventi sportivi, film e pubblicità
ad es. (che impediscono attualmente di trasmettere in italia TSI ad
esempio) storicamente France 2 avrà sicuramente dato il suo "placet". Una volta però,
nella seconda metà degli anni settanta e in parte degli ottanta, le pubblicità venivano oscurate.
Su vecchie videoregistrazioni è ancora visibile che gli spot dell'allora
Antenne 2 venivano sostituiti da un Fino al 2000 il segnale di France 2 veniva ritrasmesso dall'ente francofono Aifratef. Attualmente si occupa della ritrasmissione l'emittente fiorentina TCT Tele entro Toscana. Purtroppo a seguito delle sperimentazioni per il digitale terrestre gran parte delle frequenze del nord sono state spente (sperando in una futura riaccensione), ma risulta tuttora ricevibile in alcune parti della Toscana fino a Roma. |
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L'emittente nasce nel 1971, quando dal Monte Nanos, nel territorio Sloveno vicino al confine italiano, iniziano le prime trasmissioni di TV Koper - Telecapodistria: è la prima televisione a colori a cavallo tra Italia e Jugoslavia. Per i suoi programmi in italiano, ma sopratutto per il "colore" (la RAI inizierà le regolari trasmissioni a colori solo dal '77) riscuote grande interesse in Italia grazie anche alla diffusione del proprio segnale nella vicina penisola attraverso una rete di ripetitori (di proprietà di un imprenditore privato italiano). Con l'arrivo del colore in Italia e l'esplosione delle TV private la televisione di Capodistria per evitare di andare incontro a un periodo di crisi, comincia a sperimentare nuove formule televisive con trasmissioni che riscuotono un ottimo successo.
1991 Durante la guerra del '91 quasi tutti i trasmettori sono stati bombardati il pomeriggio del 26 giugno 1991, durante una trasmissione che seguiva le vicende della guerra, verso le 15.30 le trasmissioni si sono interrotte dopo una serie di disturbi video ... ma la sede di Capodistria è rimasta intatta ed ha continuato sempre a trasmettere localmente sul canale 58 UHF. Le trasmissioni sono riprese alcune settimane dopo per la zona del Friuli Venezia Giulia, sempre dal monte Nanos sul canale 27 UHF con la potenza di circa 10 Kw e dal Pian Cavallo (PN) sul canale 53 UHF e sempre localmente per la zona di Capodistria sul canale 58 UHF Nel 2001 Tele Capodistria ha celebrato i 30 anni dalla sua nascita, avvenuto nel giugno 1971, con un programma chiamato "30 anni di TV". E' stato anche pubblicato in Istria il libro "I colori del tempo" dedicato a questa tv per raccontare la sua storia trentennale dove si ricostruisce il periodo pioneristico, di una tv che decise subito di trasmettere a colori utilizzando il sistema colore PAL quando la tv Jugoslava trasmetteva ancora in bianco e nero ed era ancora indecisa sul sistema colore da utilizzare per il futuro. Su Telecapodistria andavano i cartoni (molti dell'est, molti con pupazzi animati) e alcuni telefilm. Ricordiamo anche alcune trasmissioni sportive come le telecronache delle partite di coppa della Stella Rossa di Belgrado (o Crvena Zvedza) su Capodistria, a cura si Sergio Tavcar e il programma Eurogoal. Troppo piccola perché faccia storia nella Televisione, eppure tanto presente e vitale da restare, comunque nella memoria della gente che ha avuto occasione di vederla, sporadicaente o con assiduità, tra mille TV di Stato, commerciali e satellitari (mica facile sopravvivere in una giungla del genere). Per il resto, probabilmente per le forti spese dovute alla ricostruzione dei trasmettitori locali in Slovenia bombardati, Tele Capodistria non ha potuto ritornare a trasmettere in Italia pur continuando la sua attività, anche se rimane la speranza di poter tornare un giorno a irradiare il suo segnale nella Penisola, magari chissà almeno via satellite.
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| Si ringraziano per le fonti: Satellite News (testi e immagini), France Télévision - France 2, Anima mia, Il libro "I colori del tempo" (Centro regionale TV Capodistria), "Il cavallo morente - storia della RAI" (di F. Chiarenza) FrancoAngeli editore 2002, Il libro "Mamma RAI" (di C. Ferretti, U. Broccoli e B. Scaramucci) Le Monnier 1997, Videomusic fun, Teche RAI (dove è possibile scaricare una innumerevole quantità di documenti multimediali della storia della nostra TV). Informazione sui diritti |
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